È la domanda che ci arriva più spesso da chi ha installato tra il 2011 e il 2015. L’impianto funziona, si è ripagato, ma intorno è cambiato tutto: la convenzione di scambio sul posto si avvicina ai quindici anni, i consumi si sono spostati verso sera, magari è arrivata un’auto elettrica.
Il dato da cui partire
Quanti kWh immetti in rete in un anno. Lo trovi nel portale del GSE o nelle letture del distributore. Se immetti poco perché sei in casa di giorno, la batteria aggiunge meno di quanto costa. Se immetti molto, c’è margine: quell’energia oggi vale circa un terzo di quella che ricompri la sera.
Quanto si guadagna
Con un accumulo dimensionato bene, la quota di autoconsumo passa dal 25-30% al 55-65%. Assunzioni: impianto da 3-6 kWp al Nord, consumi concentrati tra le 18 e le 23, batteria tra 5 e 10 kWh. La regola pratica è che la batteria copre la sera e la notte, non tutta la produzione: sovradimensionarla allunga il rientro senza aggiungere autoconsumo.
Le due strade tecniche
La prima è affiancare all’impianto esistente una batteria con il proprio inverter: l’impianto resta intatto ed è la soluzione meno invasiva. La seconda è sostituire l’inverter con uno ibrido, che gestisce insieme pannelli e accumulo: ha senso quando l’inverter esistente è vicino a fine vita, indicativamente dopo dieci-dodici anni.
In entrambi i casi non è solo posa. Va aggiornata la configurazione verso il distributore secondo la norma CEI 0-21, va comunicata la modifica al GSE e, se l’impianto è incentivato in Conto Energia, va documentato che l’aggiunta non interferisce con l’incentivo. Sono passaggi che seguiamo noi.
Quando è meglio lasciar stare
Se consumi quasi tutto di giorno, se la casa è disabitata per lunghi periodi, o se l’impianto è troppo piccolo per coprire anche i consumi di base, l’accumulo rende poco. Preferiamo dirlo prima del preventivo: un cliente con una batteria inutile è un cliente scontento per vent’anni.
Per un impianto esistente conviene passare dai contatti più che dal configuratore, perché serve guardare cosa c’è già sul tetto.
Dati verificati: quote di autoconsumo e dimensionamenti sono nostre elaborazioni sulle assunzioni dichiarate.
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